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Roma, 12 giu. (askanews) - Presentato, presso l'aula Giulio Cesare del Campidoglio, il Protocollo d'intesa tra l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale (AUBAC), nell'ambito del Consiglio tematico "Comuni italiani - Pianeta Acqua", promosso dalla Conferenza nazionale dei Presidenti dei Consigli comunali ANCI.A quindici anni dal referendum sull'acqua pubblica, si è così riaffermato il valore dell'acqua come bene primario essenziale e il ruolo centrale dei Comuni. Ha parlato così Marco Casini, Segretario Generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale: "La prima cosa che faremo sarà quella di metterli a conoscenza di tutti gli strumenti di pianificazione che l'autorità produce, perché sono quelli orientati alla prevenzione e alla riduzione del rischio. Il secondo aspetto sarà l'integrazione di questi strumenti con la pianificazione comunale, quindi i piani regolatori. Oggi la cosa più importante è che pianificazione di bacino e pianificazione a livello regionale e comunale, siano assolutamente integrate. Da ultimo ci impegneremo anche a supportarli nel trovare finanziamenti e nel realizzare opere che sono finalizzate proprio alla mitigazione del rischio, alla tutela dei cittadini e allo sviluppo economico e ambientale del territorio".L'obiettivo è quello di rafforzare la capacità amministrativa e tecnica degli enti locali nella corretta applicazione degli strumenti di pianificazione di bacino, con riferimento ai Piani di Assetto Idrogeologico, al Piano di gestione del rischio alluvioni e al Piano di gestione delle acque."Le attività sono essenzialmente tre: la prima è quella della riduzione delle dispersioni, le nostre reti disperdono ancora troppa acqua, oltre il 40%, e quindi questo è l'intervento prioritario perchè l'acqua non va sprecata. La seconda riguarda le infrastrutture, dobbiamo lavorare sia in manutenzione che in nuove infrastrutture, nuove basi e nuove connessioni. La terza è quella della conoscenza e della pianificazione di bacino, per poter gestire l'acqua e poterla governare. Il ciclo dell'acqua deve essere conosciuto, dobbiamo sapere esattamente dove l'acqua c'è, dove manca, in che modo viene utilizzata e quali sono gli usi per cui è destinata" ha aggiunto Casini.A queste parole hanno fatto eco quelle di Gaetano Manfredi, presidente dell'ANCI e sindaco di Napoli: "La collaborazione con l'Autorità di bacino dell'Appennino Centrale rappresenta un passo strategico fondamentale per i nostri territori. La gestione delle risorse idriche e la mitigazione del rischio idrogeologico sono urgenze che i sindaci affrontano ogni giorno in prima linea. Come ANCI, il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i Comuni, specialmente quelli medio-piccoli, sostenendoli nella loro capacità tecnica e amministrativa. Questo Protocollo semplifica le procedure e accelera i tempi grazie alla transizione digitale e a strumenti interoperabili. Mettere l'innovazione a disposizione dei tecnici comunali significa garantire decisioni più rapide e basate su dati scientifici, coniugando lo sviluppo economico con la sicurezza e la sostenibilità ambientale".L'accordo si inserisce nel percorso avviato da ANCI sul tema "Pianeta Acqua", per promuovere una nuova cultura pubblica della risorsa idrica e la collaborazione con AUBAC è un passo significativo per una governance dell'acqua più integrata, fondata su cooperazione tra istituzioni, qualità dei dati, prevenzione dei rischi e centralità dei territori.

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01:14pianificazione di Bacino,
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01:52Quindi dobbiamo sapere esattamente dove l'acqua c'è, dove manca, in che modo viene utilizzata e quali sono gli
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02:08La collaborazione con AUBAC è un passo significativo per una governance dell'acqua più integrata,
02:14fondata su cooperazione tra istituzioni, qualità dei dati, prevenzione dei rischi e centralità dei territori.
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