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  • 2 giorni fa
Tutti sono d’accordo, perdere l’occasione dell’intelligenza artificiale è un danno alla nostra economia e quindi a noi stessi. Secondo Fabio Panetta, il governatore della Banca d’Italia, non abbiamo affatto perso il treno di questa nuova tecnologia. Il più grande investitore italiano che è lo Stato, può indirizzare attraverso la spesa pubblica enormi quantità di denaro facilitando l’adozione dell’AI come la chiamano gli anglosassoni. Si pensi alla Sanità, alla Scuola, alle infrastrutture. Siamo la seconda manifattura d’Italia e se le imprese iniziano ad usarla come tecnologia che non taglia solo costi e tempi (e anche posti di lavoro diciamocelo chiaro) ma come elemento che aiuta a cambiare innovando processi produttivi e rapporti anche con i mercati e i clienti, di passi in avanti potremmo farne molti. Si pensì alle sole università, se solo potessero e volessero accelerare. E se non ne hanno la capacità forse è il momento di crearsela. La commissione europea ha appena creato un comitato scientifico per l’applicazione delle regole sull’Intelligenza artificiale create dall’Unione. Ebbene ha posto un tetto massimo ai componenti in base alla nazionalità. L’Italia ha ottenuto i 3 posti in consiglio così come la Francia, la Germania, la Svezia, la Polonia, la Spagna. Ma con una particolarità. Dei tre membri, solo uno Walter Quattrociocchi arriva da una università italiana, La Sapienza di Roma, gli altri due sono Lorenzo Pacchiardi e Alessandro Abate, entrambi attivi nel Regno Unito, il primo a Cambridge il secondo a Oxford. Cosa che indirettamente conferma quanto Uk sia uno dei poli importanti per l’AI in Europa. E quanto l’Italia soffra ancora pesantemente del fenomeno dei molti che italiani che vanno all’estero ma che poi difficilmente riescono a tornare. Pacchiardi si è laureato al Politecnico di Torino, Abate viene dall’Università di Padova. Non c’é molto altro da dire.

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00:03Intelligenza artificiale, riusciremo a guadagnarci? Tutti sono d'accordo. Perdere l'occasione
00:11dell'intelligenza artificiale è un danno alla nostra economia e quindi a noi stessi.
00:18Secondo Fabio Panetta, il governatore della Banca d'Italia, non abbiamo affatto perso
00:24il treno di questa nuova tecnologia. Il più grande investitore italiano che è lo Stato
00:30può indirizzare attraverso la spesa pubblica enormi quantità di denaro facilitando l'adozione
00:39dell'intelligenza artificiale o AI, come la chiamano gli anglosassoni. Si pensi alla sanità,
00:46alla scuola, alle infrastrutture. Siamo inoltre la seconda manifattura d'Europa e se le imprese
00:53iniziano a usarla come tecnologia, che non taglia però solo costi e tempi e anche posti
01:01di lavoro, diciamocelo chiaro, ma come un elemento che aiuta a cambiare innovando processi produttivi
01:08e rapporti anche con i mercati e i clienti, ebbene di passi in avanti potremmo farne molti.
01:14Si pensi alle sole università, se solo potessero e volessero accelerare. E se non ne avessero
01:22la capacità, forse è il momento di crearsela. La Commissione europea ha appena creato un comitato
01:30scientifico per l'applicazione delle regole sull'intelligenza artificiale create dall'Unione
01:37stessa. Ebbene, ha posto un tetto massimo ai componenti in base alla nazionalità. Ogni grande
01:47paese come l'Italia in consiglio ha tre posti, così come la Francia, la Germania, la Svezia,
01:53la Polonia, la Spagna, ma con una particolarità. Dei tre membri solo uno, Walter Quattrociocchi,
02:02arriva da una università italiana, la Sapienza di Roma. Gli altri due sono Lorenzo Pacchiardi
02:10e Alessandro Abate, entrambi attivi nel Regno Unito. Il primo a Cambridge, il secondo a
02:17Oxford. Cosa che indirettamente conferma UK e il Regno Unito come uno dei poli importanti
02:26per la I in Europa. E quanto l'Italia soffra ancora pesantemente dei molti cittadini che se
02:35ne vanno all'estero ma che poi difficilmente riescono a tornare. Pacchiardi si è laureato
02:41al Politecnico di Torino, Abate viene dall'Università di Padova e non c'è molto altro da dire.
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